Oggi si è laureato Giulio; tornare a Bologna è stato un tuffo a qualche tempo fa. Vedere tutti gli studenti mi ha provocato una sensazione strana, di nostalgia. Sicuramente è bello ciò che si prova ad essere studente a Bologna. Ma per me finisce qui perchè tutto il resto di Bologna non lo sopporto.
Archiviazioni mensili: Marzo 2006
Stamattina ho sentito un bell’intervento di Davide Giacalone riguardo al rapimento di Tommaso Onofri; lo potete trovare qui. Ha ragione, non se ne può più. L’accanimento della cronaca non conosce vergogna. Già con i Franzoni aveva raggiunto livelli inverosimili. Ora ci si mettono con questi. C’è sempre un bimbo in mezzo.
E’ evidente che un bebé fa notizia però quando è troppo è troppo. Per me i media dovrebbero dire l’inizio e l’epilogo della vicenda. Punto. Tutto quello che sta in mezzo è roba inutile.
Ci tolgono, censurandolo, lo spot di Amica Chips con Rocco Siffredi. Il senso? Lo trovate qui. Resta l'amarezza per tutto il resto che rimane in TV, a volte più offensivo di questo spot. L'Italia si conferma un paese bigotto e moralista. Che tristezza.
Massimo è partito per Detroit; alla fine ce l’ha fatta ad ottenere quel che voleva; ho piacere per lui. E’ sempre andanto in fondo ad ogni sua cosa. Gli auguro un gran bene.
Il dipinto che forse di più mi ha uscitato emozioni è stato “Portrait of the Postman Joseph Roulin” di Van Gogh. Pensavo a questa persona che, seduta ad un tavolo, posava nientepopodimeno che per un certo Van Gogh e che questi provava passione e piacere a dipingerlo.
Poi c’era il quaderno degli schizzi di Gaughin: sarebbe potuto benissimo essere il mio. Però il suo è sotto teca. Il mio è in qualche scatolone in soffitta. Ma è meglio così, significa che sono ancora vivo…
Oggi sono stato alla mostra di Van Gogh, Gaughin e Millet a Brescia; non male, soprattutto Millet.
Il dipinto che forse di più mi ha uscitato emozioni è stato "Portrait of the Postman Joseph Roulin" di Van Gogh. Pensavo a questa persona che, seduta ad un tavolo, posava nientepopodimeno che per un certo Van Gogh e che questi provava passione e piacere a dipingerlo.
Poi c'era il quaderno degli schizzi di Gaughin: sarebbe potuto benissimo essere il mio. Però il suo è sotto teca. Il mio è in qualche scatolone in soffitta. Ma è meglio così, significa che sono ancora vivo…
Un testo che mi commuove e che mi fa pensare che forse io, l’impresa, non ho nemmeno tentato di farla.
