Archiviazioni mensili: Febbraio 2007

La cosa piu ingiusta della vita è come finisce.
Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo…
Cosa ottieni alla fine? La morte.
Che significa?!? Che cos’è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto?
Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato.

Bisognerebbe iniziare morendo, cosi ci si leva il pensiero.
Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perche troppo giovani.
Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare per quarant’anni,
fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione.

Seguono feste, alcool, erba e il liceo.

Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisci il tutto con un bell’orgasmo!

Woody Allen

Fino a dicembre ho fatto parte di un complesso, ora scioltosi. Questa è la conversazione che si è svolta questa sera nello spogliatoio della piscina in cui vado.

L’altro: suoni ancora tu?
Io: no, ci siamo sciolti poco tempo fa (e intanto penso: ecco dove ti avevo già visto!).
L’altro: ah, peccato. E’ sempre un peccato smettere. E la batteria? L’hai venduta?
Io: no, no, l’ho ancora. Non resisto senza suonare ogni tanto.
L’altro: sai che da qualche parte ho ancora una vostra cassetta; ha già parecchi anni. Proprio poco tempo fa la cercavo per risentirla ma non so più dov’è. Peccato, mi piacevate molto. Sì, sì, mi piacevano molto le vostre canzoni.
Io: grazie, mi fa molto piacere quello che hai detto (e nostalgia, penso).

Ecco, io sono uscito dallo spogliatoio contento.

Tutte le grandi azioni e tutti i grandi pensieri hanno un inizio di poco peso. Le grandi opere nascono spesso alla svolta di una strada e alla bussola di una trattoria.
Così è dell’assurdo.
Il mondo dell’assurdo, più di qualsiasi altro, fa risalire la propria nobiltà a quella misera nascita. In alcune situazioni il rispondere “niente” ad una domanda può essere nell’uomo una finta. Lo sanno bene le persone amate.
Ma se questa risposta è sincera, se rappresenta quel particolare stato d’animo in cui il vuoto diventa eloquente, in cui la catena dei gesti quotidiani viene interrotta e il cuore cerca invano l’anello che la ricongiunga, è allora come il primo segno dell’assurdo.

E avviene così che la catena si sfasci, la levata, il tram, le otto ore di ufficio o officina, la colazione, il tram, la cena, il sonno e lo svolgersi del lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato sullo stesso ritmo… questo cammino viene eseguito senza difficoltà la maggior parte del tempo. Soltanto un giorno, sorge il “perché” e tutto comincia in una stanchezza colorata di stupore. Comincia, questo è importante.

La stanchezza sta al termine degli atti della vita automatica, ma inaugura al tempo stesso il movimento della coscienza, lo desta e provoca il seguito, che consiste nel ritorno incosciente alla catena o al risveglio definitivo. Dopo il risveglio viene col tempo, la conseguenza: suicidio o ristabilimento.
Di solito viviamo facendo affidamento sull’avvenire: domani, più tardi, con l’età comprenderai. Queste incoerenze sono straordinarie, dato che alla fine dei conti, si tratta di morire.

Albert CamusIl mito di Sisifo

Trovatemi un motivo, anche uno solamente, che avvalori la scelta di imporre il blocco del traffico in paesini di massimo ventimila abitanti. Per una volta sono d’accordo con questo comune.

Il 25 febbraio ci sarà il blocco del traffico nei centri abitati di molte città e paesi per dare un segnale forte ad un problema che sta diventando drammatico: sappiamo tutti che di smog si muore.

Il Comune di Finale Emilia ha ritenuto di adottare una diversa strategia per una semplice ragione: sono troppe le deroghe al provvedimento e si rischia comunque di concentrare tutto il traffico nella fascia esterna del centro abitato.

Pertanto si è ritenuto che a fronte di un blocco che sarebbe più formale che sostanziale sia più efficace un’opera di sensibilizzazione verso i cittadini invitandoli a privilegiare comportamenti virtuosi: usare l’auto in più persone, non tenere il motore acceso durante le soste, usare la bicicletta o una passeggiata a piedi.

Questi comportamenti ovviamente andrebbero estesi sempre e non solo per qualche domenica. Dato che il problema è strutturale, cioè i nostri centri abitati sono ormai soffocati dall’inquinamento, occorrono scelte radicali a partire dagli stili di vita individuali.

Dovrei passare tutta la vita a pensare alle cose che ho, alle cose che vorrei, al modo di raggiungerle e poi a come difenderle.
Linea 77 – Fantasma

Oggi ho avuto la visita sgradita di qualcuno (?) nella mia casa. E sto sempre più diventando intollerante.
Bella chiaccherata con Massimo. Peccato che lui stia a Detroit ed è appena tornato dal lavoro (6.00 PM…). Qui è l’una… AM… e tra cinque ore e mezza la sveglia suona. Mannaggia la miseria.
Riprendo un bel post di Massimo Mantellini riguardo quanto scatenato da Luca Sofri in merito alla qualità dell’edizione web del Corriere.

Sapere che oltre oceano molto probabilmente per il NYT c’è la possibilità d’andare al 100% on-line rende ancor più amara la faccenda. Il problema è, come solito, un problema tutto italiano. Ok, non generalizziamo e, ancora, non c’è bisogno sempre di dar contro a tutto quanto fatto in Italia.
Però è incontestabile: le versioni on-line dei quotidiani italiani più importanti non sono all’altezza del nome che portano. Secondo me però non è tanto colpa dei giornali stessi quanto dell’utenza.

Sono ancora pochi gli utenti attivi, quelli che usano il web e non si fanno usare.
Il web, come ogni cosa, si impara a conoscerlo e ad usarlo, usandolo. Non c’è ancora una coscienza comune in merito a questo e tanta gente si lascia trasportare dall’onda senza rendersi partecipe dell’onda stessa. E per rendersi partecipe basta anche non andare (leggi cliccare) dove l’onda vi trasporta.

Sto ascoltando (e ri-ascoltando centinaia di volte) il nuovo album dei Giardini di Mirò: Dividing Opinions. Lo aspettavo con ansia. I GdM li ho conosciuti alla fine del 2005 e subito non mi piacquero granché; fu così anche per i Marlene…
Ora fanno spesso parte della colonna sonora dei miei viaggi al lavoro e non posso fare a meno delle loro melodie quando scrivo. Spero presto di andarli a vedere in un concerto; già quest’estate ho potuto apprezzare il notevole impatto sonoro dei loro live alla Festa de l’Unità di Reggio Emilia. Leggo poi dal loro blog che aprirà i loro concerti Bob Corn, musicista delle mie zone, fondatore della Fooltribe e persona di cui ho curiosità di sentire dal vivo.
(Ri)eccomi qui; dopo essermici timidamente affacciato nella seconda metà del 2005 torno attivamente in questo mondo. Questa pausa mi è servita a studiarli, a rivoltarli, a capire se sono utili o no. Questi blog.
Mi sono dotato di un aggregatore che mi sono modellato e aggiornato e, soprattutto, letto quotidianamente; in questa vorace lettura ho appreso ogni giorno cose nuove fintantoché la voglia di dirne qualcuna io non ce l’ha più fatta a resistere. Ed è per questo motivo, al contrario del 2005, che ora scrivo più consapevole.
Vado così a soddisfare un bisogno, quello di scrivere, che scalciava da un po’ di tempo. Erano circa sette anni che non scrivevo qualcosa e una passione non si può relegare a ricordo. Scriveva Pinketts che si chiamano passioni perché passano. Forse è vero. Allora mettiamola così: più che passione si tratta di un bisogno. Sono cambiati i tempi e al foglio ho sostituito uno schermo. Buona lettura quindi, qualora lo vogliate.