Archiviazioni mensili: Luglio 2007

Stamane ho visto un incidente.
In diretta.
Andavo e, tre auto davanti a me, un Berlingo si ferma di colpo.
Da cento a zero in un istante.
Fumo nell’aria. Tanto fumo.
Merda, penso.
Quello davanti a me scende e intima la gente a fermarsi.
Scendo anch’io.
E’ lì, poco davanti a me il tutto.
Un Berlingo, un’Ibiza e una Panda.
Sono tutti fuori tranne l’uomo della Panda.
Che sta lì, accartocciata, dentro al fosso.
Penso: io non lo so, non so nemmeno se è il caso di stare qui che tanto i soccorsi stanno per arrivare.
Poi guardo l’uomo della Panda.
Pieno di sangue.
Io credo sia morto, penso.
Poi apre un pò la bocca.
C’è qull’odore acre di acqua da radiatore nell’aria.
C’è fumo.
C’è tanta gente intorno.
Le sirene stanno arrivando.
Riguardo l’uomo nella Panda.
E poi una ragazza piangere.
E poi un ragazzo pieno di sangue che non riusciva a stare fermo.
Deglutisco.
Meglio andare, le sirene sono sempre più vicine.
Non ha senso che io rimanga qui come un piccolo, inutile, curioso.

Faccio inversione e penso.
Se fossi partito dieci secondi prima – dieci – ci sarei anch’io là in mezzo.
Forse.

Penso che questa canzone descriva il mio stato di oggi.
Quello stato in cui ti sembra di perder tempo, che il tempo ti scivoli dalle mani e tu non possa farci nulla.
Ogni tanto capita.
E più provo a combinare qualcosa di concreto e più non riesco a far nulla.

Potrei iniziare a leggere qualche libro (e ne avrei davvero tanto bisogno), potrei guardare alcune cose che ho registrato e che sono accantonate su hard disk.
E invece me ne sto a cazzeggiare davanti a questo schermo.

E pure questo post fa schifo.

Mi è saltato alla mente quanto ho letto qualche giorno fa sul Corriere.it.
Beh, dove sono quei gran signori del Moige?
Sono capaci di interrompere solo “io di patatine ne ho provate tante“?

Poveretti.

Qui il link al sito Mediaworld.

Ieri sera l’evento: con il terribile ritardo di un anno dall’uscita nelle sale ho guardato Vita Smeralda, il capolavoro di Jerry Calà (al secolo Calogero Calà che io nemmeno lo sapevo si chiamasse così. Ed è pure di Catania che io pensavo fosse di Genova, ma pensa te), il Sapore di Mare degli anni duemila.
Il film è il classico film del genere; chi lo denigra parla a vanvera. Cosa si aspettava?
Per me vale la visione solo la presenza di Guido Nicheli (alias Zampetti); è una vita che fa lo stesso personaggio, è un grande.
Confesso che a tratti mi sono cadute un pò le braccia nel senso che anche il Sapore di Mare aveva una sceneggiatura migliore.
A parte i luoghi comuni alla fine Calogero (che ormai è un mio amico ed io lo chiamo con il suo nome di battesimo) ha raccontato ciò che è la Sardegna oggi ed io, che non sono mai stato in Sardegna (prima o poi ci vado in Sardegna è che Lele non ha mai posto nella sua villa per me) credo che la situazione sia pressapoco così.

Credo mi rimaranno impresse alcune frasi tipo che in estate accade tutto più velocemente, oppure Alfieri attore che io già l’avevo capito che quello lì col calcio ci azzeccava poco (oddio, pure con la recitazione non è che…). Ma soprattutto resterà impressa nella mia mente la sigla. Fantastica.

PS: secondo me il titolo del film è fantastico.
PPS. che se mi fai scegliere tra Lucignolo e Vita Smeralda scelgo VIta Smeralda (solo a me Lucignolo mette l’angoscia?).
PPPS. ovvio che qui non si sta parlando della Sardegna in generale ma di alcune zone, ovvero quelle del film.

Domani, alle 14, appuntamento in cantiere.
Evvai!!
Giusto giusto quei bei 35 gradi non ventilati e umidi.

Quel che si dice sceglier l’orario giusto.

Via Cagnoleo vengo a conoscenza di questa galleria di Georgie come non l’avete mai vista.
Che siam cresciuti un pò deviati?
Mettendo mano alle cartelle delle canzoni ho ri-scovato “Home and dry” dei Pet Shop Boys.
Non sono mai stato particolarmente amante dei PSB; ricordo con un certo fastidio “Go west”.
Però questa canzone secondo me è meravigliosa.
E’ la colonna sonora definitiva per il ritorno da un lungo viaggio.
In strada, in auto, al tramonto, il sole basso, le ombre lunghe, il vento che scompiglia i capelli dai finestrini aperti, l’estate che volge al termine, i corpi stanchi ed abbronzati, le menti colme di immagini, ricordi e luoghi, la sensazione che quel momento vorresti non finisse mai.

Ascoltatela sul sito ufficiale (Navigation/Lyrics/H/Home and Dry) o su You Tube.

Nella casa che un giorno (ignoto) mi farò avrò un ufficio così. Sicuro.

M’han tolto le parole di bocca


Romantic One Bestowing Erotic Recreation and Thrilling Orgasms