Archiviazioni mensili: Agosto 2007

Blog Day 2007

Alcuni lo criticano, altri lo lodano. Io la ritengo un’iniziativa – tra le tante, troppe – utile.

I cinque blog che linko forse non sono molto “sconosciuti” (ergo non hanno bisogno del mio link per esser conosciuti, casomai io ho bisogno del loro…) però tant’è, oggi mi va di linkare questi.

Inizio con Cloridrato di Sviluppina, blogger di Modena dai contenuti acidi (alle volte), spiazzanti (alle altre), incomprensibili (per me) (altre ancora). Capemaster mi trova d’accordo praticamente su tutto quindi non posso non linkarlo. In un mondo di fantasia me lo vedo nello staff del Moige ma questa è la realtà (per sua fortuna). BlueBeluga mi ha intrigato con gli allenamenti di 300; a parte questo seguo le sue vicende studio-lavorative con partecipazione. Sasaki Fujika è, probabilmente, uno di quei blogger che fanno parte delle blogstar. Ho seguito con passione l’abbandono della multinazionale in cui lavorava. I suoi post sono sempre di ottima fattura. Infine [mini]marketing; un pò perchè è della mia zona, un pò perchè le tecniche di marketing sono davvero avvincenti.

Buona lettura. Se vi va.

Sarà per la voglia che ho di vedere la Puglia, regione dove non sono ancora stato, che approvo con molto piacere questo contest indetto da Daniele Salamina.

Che la ruota di Bari sia con me.

A guardar le grandi cose, quelle piccole sembrano inutili. Ma non ce nulla di più errato.
E tu hai ragione.
“Sono i gesti semplici che più amo.
Una carezza prima di andare a dormire.
Le lenzuola che vengono sistemate bene per coprire le spalle.
La portiera che si apre prima che io salga in macchina.
Un bicchiere di vino a tavola.
La colazione la mattina presto prima di andare in ufficio.
Un bacio così perchè ne avevi voglia.
Uno sguardo tra la folla, a cercarmi.
La tua mano che prende la mia prima di volare.
Tenermi in acqua.
Annusarmi.
Sentire il mio respiro sul petto.
Giocare a cuscinate.
Lasciarmi un biglietto sul tavolo “amore, ti amo”.
Regalarmi un fiore, solo perchè ti andava.
Leggermi una favola.
Sono i gesti semplici che più amo.”

Testo in corsivo e foto di Rita M.

Il perder la rotta è un argomento spiazzante; lo si distingue dall’incontrollabile rabbia perchè non ci si accorge del suo sopraggiungere anche dopo molto tempo. E poi, tutto d’un tratto, ci si ritrova all’affannata ricerca della via giusta. Spesso solo perché qualcosa (o qualcuno) ce lo fa notare. E’ bello proseguire, dopo tutto questo tempo, ancora sulla stessa rotta. Entrambi non abbiamo la benché minima idea di dove ci porterà: lo stiamo scoprendo pian piano. Ma qui sta il bello.

Foto di Rita M.

Ci sono istanti che vivere è una merda
e nessuna cosa al mondo sa come si disperda.

C. Godano

Ho deciso di partecipare al concorso “Authority of summer” di cui sono venuto a conoscenza sul blog di Samuele Silva. Ho deciso di pubblicare cinque foto che rappresentano per me l’estate del 2007. Tali foto fanno parte di quelle che ho pubblicato anche su Flickr.





Sponsor del concorso sono Rebelio e Apogeo.

A Creta c’è un aeroporto in cui atterri all’incirca a mezzanotte.
C’è una tipa (Litsa) che ci aspetta con tre Fiat Punto, due rosse e una bianca.
Ci sono tre Fiat Punto modello inferiore a quello base (!) dove i fanali davanti hanno la salsedine e non fanno luce.
Ci sono tre autoradio che per funzionare hanno bisogno di un pezzo di carta inserito in un fianco.
C’è una strada priva di segnaletica orizzontale e che tu devi fare di notte per centoquaranta chilometri.
Ci sono cinque carinissimi appartamenti ad aspettarci. Alle quattro di mattina.
Ci sono le spiagge.
C’è Stavros, Elafonisos, Maràthi, Falassarna, Balos, Gramvoùssa, Krios, Franko Castello, Tersanas, Calathas.
Ci sono nudisti e noi con loro.
C’è il vento. E il sole.
C’è la crema FP15 la prima settimana, FP6 la seconda ed FP2 gli ultimi giorni.
C’è la tipa che pulisce le stanze che ci frega qualche pastina, due o tre kiwi, qualche jougurt, un po’ di succo di frutta.
C’è un tramonto bellissimo.
C’è il Posto Café. E Costas.
C’è Platanias e la sua discoteca con priveé di musica house greca e un mojito a dieci euro.
C’è “ha detto che ce l’hai te”, “posto… te?!?”, “demis…”.
C’è lo tzatziki, il souvlaki, la gyros pita, la moussaka, la greek salad without cucunber, le fried potato, il small fried fish, la feta grigliata, il saganaki cheese. Ma soprattutto l’ouzo e il raki. E ancora sopra tutto il chupito.
C’è Chania con le sue vie caratteristiche. E il ristorante Stratas. Ed Ela.
Ci sono gli spartani, Leonida e Serse.
Ci sono le nuotate al largo, i tuffi, le maschere, gli occhialini.
Ci sono le Crocs e le Hawaianas.
Ci sono le cene a casa con carbonara, maccheroncini panna-cipolla e spaghetti al tonno. E Cabernet.
C’è la Mythos, l’Amstel, l’Heineken.
C’è l’aperitivo a Maràthi e il rovesciarsi la birra addosso in un clima di ordinario delirio.
C’è la musica greca che è come quella turca e la new road dove la corsia d’emergenza è una corsia normale.
Ci sono le capre che hanno la precedenza. E che puzzano davvero: di feta.
C’è Cnosso ricostruito che un po’ delude.
Ci sono tanti singoli eventi alla rinfusa, a volte anche qualche down. Ma è comprensibile.
C’è il gioco Deridilarinaldini con allegato il DVD “Come diventare anoressica in sette giorni” e il GiocaGigì.
C’è un falò.
C’è il ritorno. E un po’ di saudade. Chi più, chi meno.
Ci sono quindici giorni passati benissimo (e lo pensavo anche mentre li stavo vivendo).
C’è Erica, uno.
C’è Angy, due.
C’è Aly, tre.
C’è Cry, quattro.
C’è Rob, cinque.
C’è Chià, sei.
C’è Matte, sette.
C’è Checco, otto.
C’è Mirko, nove.
C’è Nino, dieci.
C’è Gigì (Finch…), undici.
C’è il ritorno alla vita di tutti i giorni, al lavoro.
C’è oggi.
E ci sarà un’altra estate.

Questo post è prettamente indirizzato a chi ha passato con me quindici gran bei giorni a Creta.
Qui le foto.

Domani si parte per Creta.
Credo d’esser un pò malato perché mi sono fatto un file excel che comprende tutta la lista delle cose da portar via. I’m a very jeek…
Preparare la valigia è sempre parecchio stressante, soprattutto se devi rimanere nel peso concesso dalla compagnia aerea e devi metterci l’occorrente per due settimane.
Porterò con me il libro consigliatomi da Capemaster. L’ho comprato per l’occasione.
Per il resto sarò una lucertola greca che si muoverà di spiaggia in spiaggia.
(ok, ok, qualche capatina culturale la farò ma non troppo che si è in vacanza ed è estate).
Non posterò da Creta perchè non ne sono capace e non ho voglia di mettermi lì a cercare di spedire un post con il sederino a mollo nell’acqua (ergo non sono il vero geek di cui sopra).
In questo caso tale blog è in vero 1.0 style. Vado in ferie io e ci va pure lui.

Ci si vede al ritorno.

PS: il titolo va canticchiato sulle note di Sympathique dei Pink Martini.

Ieri sera ho visto 007 – Casino Royale nella versione di Daniel Craig.
Mi ha preso. Mi è piaciuto.
Mi ha colpito il mettere in scena una fallibilità più accentuata di James Bond, cosa che negli ultimi episodi avevo notato di meno.
Nel senso che pur sapendo che avrebbe avuto successo non è stato così scontato come negli episodi precedenti.
Sono rimasto affascinato dall’inseguimento iniziale in pieno delirio “parkour“. Mi sono ritrovato incollato allo schermo, complice anche una bella fotografia e una regia particolarmente attenta ai dettagli, ad ammirare le prodezze dei due stunt. Non so quanto l’ausilio della computer graphic ci abbia messo del suo ma è davvero impressionante.
Uno 007 diverso, con un Daniel Craig a mio avviso molto bravo. Consiglio a tutti di vederlo, anche ai non amanti dei film d’azione. Io sono uno di quelli, o perlomeno diciamo che non ne vado pazzo. Ma, forse sarà il fascino che James ha su di me, questo l’ho proprio gustato.

Riporto la recensione di Alessio Guzzano che come solito mi toglie le parole di bocca.
Credendo nella funzione del critico come filtro (se lo conosci sai come servirtene, anche per contrasto) confesso che questo è il primo 007 che finisco sveglio. Sarà perché già da bimbo mi sfuggiva il talento fisico/artistico (stempiati entrambi) di sir Sean, o perché nel monotono delirio di gesta e gadget (stavolta assenti) da sempre mancano ironia e contaminazione. Qui, fin dall’inizio tarantinato al bagno pubblico, si balla la scanzonata musica dell’azione che si esaspera senza esasperare. Negli inseguimenti sulle gru in Africa o tra le calli veneziane, sia lode a Daniel Craig che – a dispetto di chi gli nega la patente bondiana – è un fragile/granitico da “The Pusher” (recuperatelo!). Sorge dalle acque come Ursula Andress, affronta la doccia in smoking e la tortura nudo sottraendo un po’ di ego dall’equazione, come gli chiede Judi M Dench. Scrive Paul Haggis (“Crash”). Dirige il regista di “GoldenEye”. Nel remake della sua prima avventura, 007 è fresco di licenza di uccidere, se ne frega di shakerare il Vesper Martini e si innamora di Eva Green. Causa di futura allergia all’amore e non Bond Girl, ché il ruolo – sesso fugace e atroce destino – tocca a Caterina Murino, nel cast con i cattivelli Giannini e Santamaria. I terroristi per i sovietici, il Montenegro per i casinò francesi, la scala reale sempre facile. Come le carambole in Aston Martin. Dice Camilleri che una spia esibizionista ha senso solo in favola. Se la favola è avvincente, sì.

PS: il titolo è una frase di M.