A Creta c’è un aeroporto in cui atterri all’incirca a mezzanotte.
C’è una tipa (Litsa) che ci aspetta con tre Fiat Punto, due rosse e una bianca.
Ci sono tre Fiat Punto modello inferiore a quello base (!) dove i fanali davanti hanno la salsedine e non fanno luce.
Ci sono tre autoradio che per funzionare hanno bisogno di un pezzo di carta inserito in un fianco.
C’è una strada priva di segnaletica orizzontale e che tu devi fare di notte per centoquaranta chilometri.
Ci sono cinque carinissimi appartamenti ad aspettarci. Alle quattro di mattina.
Ci sono le spiagge.
C’è Stavros, Elafonisos, Maràthi, Falassarna, Balos, Gramvoùssa, Krios, Franko Castello, Tersanas, Calathas.
Ci sono nudisti e noi con loro.
C’è il vento. E il sole.
C’è la crema FP15 la prima settimana, FP6 la seconda ed FP2 gli ultimi giorni.
C’è la tipa che pulisce le stanze che ci frega qualche pastina, due o tre kiwi, qualche jougurt, un po’ di succo di frutta.
C’è un tramonto bellissimo.
C’è il Posto Café. E Costas.
C’è Platanias e la sua discoteca con priveé di musica house greca e un mojito a dieci euro.
C’è “ha detto che ce l’hai te”, “posto… te?!?”, “demis…”.
C’è lo tzatziki, il souvlaki, la gyros pita, la moussaka, la greek salad without cucunber, le fried potato, il small fried fish, la feta grigliata, il saganaki cheese. Ma soprattutto l’ouzo e il raki. E ancora sopra tutto il chupito.
C’è Chania con le sue vie caratteristiche. E il ristorante Stratas. Ed Ela.
Ci sono gli spartani, Leonida e Serse.
Ci sono le nuotate al largo, i tuffi, le maschere, gli occhialini.
Ci sono le Crocs e le Hawaianas.
Ci sono le cene a casa con carbonara, maccheroncini panna-cipolla e spaghetti al tonno. E Cabernet.
C’è la Mythos, l’Amstel, l’Heineken.
C’è l’aperitivo a Maràthi e il rovesciarsi la birra addosso in un clima di ordinario delirio.
C’è la musica greca che è come quella turca e la new road dove la corsia d’emergenza è una corsia normale.
Ci sono le capre che hanno la precedenza. E che puzzano davvero: di feta.
C’è Cnosso ricostruito che un po’ delude.
Ci sono tanti singoli eventi alla rinfusa, a volte anche qualche down. Ma è comprensibile.
C’è il gioco Deridilarinaldini con allegato il DVD “Come diventare anoressica in sette giorni” e il GiocaGigì.
C’è un falò.
C’è il ritorno. E un po’ di saudade. Chi più, chi meno.
Ci sono quindici giorni passati benissimo (e lo pensavo anche mentre li stavo vivendo).
C’è Erica, uno.
C’è Angy, due.
C’è Aly, tre.
C’è Cry, quattro.
C’è Rob, cinque.
C’è Chià, sei.
C’è Matte, sette.
C’è Checco, otto.
C’è Mirko, nove.
C’è Nino, dieci.
C’è Gigì (Finch…), undici.
C’è il ritorno alla vita di tutti i giorni, al lavoro.
C’è oggi.
E ci sarà un’altra estate.
Questo post è prettamente indirizzato a chi ha passato con me quindici gran bei giorni a Creta.
Qui le foto.