Archiviazioni mensili: Ottobre 2007

Ore 8.15 – Riunione
Ore 10.00 – Riunione
Ore 11.30 – Riunione
Ore 14.00 – Riunione
Ore 16.00 – Riunione

C’è un inizio. Ed una fine. E poi c’è tutto quello in mezzo.
C’è l’entrata in scena. C’è l’uscita di scena. E c’è il teatro nel mezzo.
Io sono il regista, lo sceneggiatore e l’attore dello spettacolo. E devo, se necessario, poter decidere anche riguardo all’uscita di scena.

C’è qualche motivazione contraria al fatto che il corpo non debba essere dell’individuo?
Che altrui libertà lede qualcuno nel voler morire?

La differenza è tra due modi di agire, l’uno passivo – il lasciarsi andare, lo staccare la spina – e l’altro attivo – l’accanimento terapeutico. Con l’aggravante che spesso quest’azione attiva, questo accanimento terapeutico, si svolge tra le parentesi di un volgere evidentemente ineluttabile.
Allora mi chiedo: non è un volersi sostituire ad un “ente supremo” anche il voler tenere in vita a tutti i costi un individuo?

Il 4 luglio 2006 a Ferrara, un tiro di schioppo da casa mia, c’è stato il concerto dei Sigur Ròs.
In quei giorni si sarebbe anche svolto il campionato del mondo di calcio; guardando il calendario l’Italia, se avesse proseguito nel cammino verso la coppa, proprio in quel giorno avrebbe (probabilmente) disputato la semifinale.
Era la fine di maggio; che fare? Comprare il biglietto ed assicurarsi uno spettacolo assicurato in una cornice più che fantastica (la rocca Estense di Ferrara) o non farlo per una semifinale che visto lo scandalo appena successo, visti i giocatori, etc, etc, l’Italia non era certa di giocare.
Col senno di poi la scelta è stata oculata: l’Italia ha vinto la Coppa e quella fu la più bella partita che fece nel torneo.

Resta il fatto che ho una voglia irresistibile di vedere i Sigur Ròs in concerto.

untitled #8 (a.k.a. popplagið / the pop song)
from the 2002 album ( )
mp3 format (11:42 minutes | 13.6 megabytes)

Ho un amico che lavora in una carrozzeria; una sera mi ha parlato di come spesso gli tocca “affrontare” auto sul cui parabrezza sbriciolato, tenuto assieme soltanto dallo strato di plastica interno, ci fossero capelli e brandelli di carne umana. E, nella maggiorparte dei casi, la rottura del vetro era solo quella della testa che l’aveva urtato.

Ecco, credo che questo sarebbe un bello spot per scuotere certa gente riguardo l’allacciarsi le cinture.

Finché verranno scritte canzoni così vuol dire che va ancora tutto bene.
Ho aggiornato un pò il template del blog.
(che era anche ora visto che parlava dell’estate e stamattina l’auto segnava quattro gradi e mi si è accesa la spia del frrrreze).
(che poi a me l’estate manca già da settembre perchè il freddo a me non piace più).
Nel template ho messo un pò di foglioline giusto perchè è autunno.
Ho aggiornato anche il profilo di maispeiss che era da una vita che non lo toccavo.
(ci ho messo una vita ad inserire gli album nella sezione music).
(che poi mica sono tutti quelli che ho sentito).
(però una buona parte).
Stamattina, nel tragitto casa/lavoro ho ascoltato il nuovo album di James Blunt. Non male però io di uno che lascia questa qui mi fido poco.
(mah, valla a capire certa gente).
Nelle iconcine a fianco ho messo il link a Tumblo|Bundo, il tumblr di Bundosuzuki. In sostanza tutto quello che mi piace della rete lo riporto lì.
(più o meno tutto).

This post was written in the eio’s style

The code/link above will take you straight to the download area.

Click on it, or copy it into your browser’s address window.
Here is some information about the download:

The album will come as a 48.4mb zip file containing 10 x 160kbps drm free mp3s.

Speravo in una qualità un pò migliore ma tant’è; l’album sta già girando sul mio iTunes. Il download è disponibile da oggi. Dopo aver pagato – offerta libera – mi hanno attivato il link – unique activation code – e l’ho scaricato. Avrei voluto dare alla cosa un pò più di solennità ma è stato tutto dannatamente veloce.

I geni del terzo millenio: il pedofilo mago di Photoshop e il ladro di notebook con webcam.

(via Paul)

Parte uno
Casomai mi sia concesso, nella mia futura vita farò di certo il vocalist in discoteca.
Per fare il vocalist – che poi vocalist è un parolone, diciamo più urlatore – occorre dire e fare, in ordine sparso:
  • salutiamo gli amici di — (aggiungere qualsiasi importante città di Italia o paese limitrofo al luogo dov’è situato il locale). Immancabili devono essere Milano, Roma Capitale, e Milano Marittima;
  • salutiamo i partner di questo evento, citando ogni minimo sponsor che partecipa alla serata;
  • salutiamo gli amici de — (aggiungere i locali gemellati con il locale in cui si sta lavorando. Quasi immancabili il Pineta di Milano Marittima e lo Zangola Club di Madonna di Campiglio);
  • mandare apprezzamenti a chi sta ballando del tipo “che bella gente che siete”, “noi viviamo grazie a voi”, “questa è una delle più belle serate della mia vita e lo devo solo a voi”;
  • impugnare il microfono con una mano e sbatterlo a tempo sull’altra (che è una delle peggiori cose da fare ad un microfono).

Ecco, credo che così mi divertirei.

Parte due
Certe donne dovrebbero rassegnarsi all’età che hanno.