Ci si rivede l’anno prossimo.
Buone cose.
Cambio rotta, cambio stile, scopro l’anno bisestile.
Ci si rivede l’anno prossimo.
Buone cose.
Cambio rotta, cambio stile, scopro l’anno bisestile.
Quando la voglia della festa è conclusa e rimane un inutile annaspare verso il resto della torta. Quando i giorni sanno di aria rarefatta e pesante. Quando vorresti fare tutto all’infuori di quello che ti ritrovi a fare.
Poi arriva l’epifania. E siamo da capo.
La fila all’ingresso.
Entriamo in lista?
Qualcuno ha un tavolo che ci aggreghiamo e non facciamo fila?
Ti aspettano in fila deliziose ed obbedienti per accompagnarti al tavolo.
Sarà il contatto più intimo che ti possono riservare.
Bianco.
Pulito.
Le luci dietro la bottiglie ne risaltano le forme.
Tutti si conoscono.
Tutti si ammirano.
Tutti si salutano.
Denti bianchi.
Fai vedere il seno quel tanto che basta.
Push-up.
Scarpe lucide.
Profumi.
Rossetto rosso.
Manichini.
Camicia bianca.
Camicia a righe.
Sbottonata sul petto.
Tavolo.
Due giri più spumante.
Milano Marittima.
Fumo in bagno che fuori c’è freddo.
Alcol fino alle due ma tanto ho già bevuto prima.
Le mani.
In alto quelle cazzo di mani.
Non fatemi dire cattive parole il giorno di Natale.
Madonna di Campiglio.
Matteo Cambi è basso.
Frangette.
Non è che se ti fai la frangetta diventi figa.
Coca Havana.
Le accarezzi i capelli.
Le parli all’orecchio.
Le prendi i fianchi.
Dopo che fai?
Lingue.
Lusso.
Parco della Vittoria.
Ho il Q7.
Non preoccuparti, pago io.
Che bella figa.
Quella va bene solo trombata.
L’altra sta bene solo a novanta.
Cazzo.
Nasi un po’ bianchi.
Ridere.
Abbracci.
Flash di macchinette digitali.
Borsette.
Pantaloni bianchi.
Hai la fregola ma sei arida.
Insipida.
Ma sei in foia. Ciò che conta.
Apri le gambe davanti ad un flut di spumante da quattro soldi.
Balla, balla.
Ti accompagno a casa.
Sempre gli stessi discorsi.
Sempre le stesse parole.
Congratulazioni. Congratulazioni.
A me mi frega la cassa in quattro quarti.
A me questa cassa mi ridimensiona un pò tutto.
Che poi alla fine mi diverto.
E’ Natale e nemmeno me ne sto accorgendo.
Radiohead – In rainbows
15 Step
Bodysnatchers
Nude
Weird Fishes/Arpeggi
All I Need
Faust Arp
Reckoner
House Of Cards
Jigsaw Falling Into Place
Videotape
Giardini di Mirò – Dividing opinions
Broken by
A Toys Orchestra – Technicolor dreams
Powder on the words
Shout Out Louds – Our ill wills
Tonight I have to leave it
Impossible
Time left for love
Settlefish – Oh dear!
Summer drops (live @ Polaroid alla radio)
Arctic Monkeys – Favourite worst nightmare
Brianstorm
Fluorescent adolescent
Old yellow bricks
Cristina Donà – La quinta stagione
Settembre
Universo
Marlene Kuntz – Uno
Musa
Canzone ecologica
La ballata dell’ignavo
Canzone sensuale
Uno
Negramaro – La finestra
Negramaro vuol dire estate, mare, sole.
Parlami d’amore
La finestra
Via le mani
Perturbazione – Pianissimo fortissimo
Battiti per minuto
Nel mio scrigno
Sigùr Ros – Hauf/Heim
Salka
Hljómalind
Í Gær
Infine due album off-chart fantastici che non sono di quest’anno ma che ho scoperto solo ora.
Shout Out Louds – Howl howl gaff gaff
The comeback
Very loud
Shut your eyes
I’m From Barcelona – Let me introduce my friends
Collection of stamps
We’re from Barcelona (quant’è bella live?)
E proprio alla fine fine una canzone da pelle d’oca: la versione live di Flim dei The Bad Plus (mi basterebbe suonare la batteria metà di come la suona lui).
Ma per fortuna ci sei tu, ed è per questo che son qui,
e allora ha un senso anche Milano, accarezzarti non è strano.
La Crus – Natale a Milano
Ma a me che mi frega?
Non sono ricercatore.
Mi basta veder giocare la Juve la domenica.
Eppoi scusa, che importa tenere il passo nella ricerca? Vinciamo la coppa del mondo di calcio, vinciamo pure quella per club, non ci basta?