Se non ce l’hai non sei nessuno.
Questo video ti può rallegrare la giornata. Senza dubbio.
(via Sasaki)
Bertrand aveva un’idea della pornografia pulita e precisa: prediligeva le posizioni classiche. Si masturbava sistematicamente tutte le sere prima di andare a dormire. Era conscio della tecnologia incalzante ma era ancora affezionato alla sua sterminata raccolta di videocassette. Ne aveva più di seicento ma le sue preferite si riducevano a dieci, massimo quindici. Era affezionato a quel loro logorio analogico ma sapeva che presto o tardi sarebbero divenute inservibili.
Bertrand era un dipendente pubblico. Aveva smesso di pensare alla carriera nell’istante stesso in cui aveva trovato la moglie con in bocca l’uccello del suo capoufficio. E, ironia della sorte, dopo sette anni era ancora il suo capoufficio.
Rassegnato aveva divorziato, preso in affitto un appartamento ad Èvry ed ogni sera perseguiva il suo sistematico rito di onanismo. Un giorno aveva pensato che forse sarebbe stato meglio andare qualche volta a puttane. Oppure fare un viaggio in qualche paese esotico e scoparsi di gran gusto qualche asiatica. In fondo le asiatiche gli piacevano. Le negre no. Ma le asiatiche gli davano delle gran soddisfazioni.
C’era un film dal titolo improbabile, Le storie anali della Thailandia, che rientrava nella sua Top5 e forse si poteva dire fosse il suo preferito. C’era una scena che lo faceva godere sistematicamente all’istante in cui una troietta thailandese lo prendeva contemporaneamente da tre individui del posto: proprio quella scena, a furia di visionarla, stava diventando ormai logora. La pellicola dava segni di cedimento e al passaggio sulle testine del videoregistratore si poteva sentire lo stridere del nastro magnetico.
Un giorno, al lavoro, nel suo quotidiano navigare in internet, imbattè sul sito di un sexy shop di Parigi che vendeva dvd porno. Scorrendo il catalogo on-line gli balzò subito all’occhio la copertina de Le storie anali della Thailandia. Sembrava fosse lì ad aspettarlo. Era destino pensò.
Lo comprò pagando con carta di credito. Curiosamente si accorse che continuava a rinnovarla malgrado non la usasse mai. Tornando a casa si fermò allo Fnac che incontrava tutte le sere lungo la strada e comprò un lettore dvd Sony a 59.90 euro. Due giorni dopo arrivò a casa il pacco, in formato anonimo.
Quella sera non cenò nemmeno, tale era il desiderio. Mandò velocemente avanti le scene fino ad arrivare alla sua preferita. Erano le otto e un quarto di sera. Bertrand, 49 anni, era seduto sul suo divano e tra un pò si sarebbe schizzato nella mano. Ed era contento. Era molto contento di aver ritrovato il suo amore in formato digitale, in formato infinito.
PS: sì Cri, l’ho scritto io questo. Precisamente l’ho scritto in treno.
La storia che si dimentica si ripete.
(Art spiegelman – Maus)
Ora, perché questi ignobili sono ancora lì? Perché cazzo sono ancora lì?
Fanculo.
I nomi di questi due signori sono Domenico Gramazio e Nino Strano. La loro dignità è prossima allo zero. Non esiste che due senatori della repubblica possano festeggiare in questo modo qualcosa che comunque è un segnale negativo per l’intera nazione. Purtroppo con questa schifosa legge elettorale i cittadini non possono eleggere chi deve rappresentarli ma sono le forza politiche che scelgono i candidati. Ecco, se io fossi nel responsabile di Alleanza Nazionale (il loro partito) non avrei alcun dubbio: espulsione immediata. Purtroppo non sarà così.
(Samuele Silva – La dignità di chi rappresenta una nazione intera)
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[...] Casini ha poi continuato, attribuendo a Pecoraro la responsabilità di aver contribuito a far «girare per il mondo l’immagine di una città, la tua – gli ha detto, riferendosi a Napoli – soffocata dall’immondizia». «Sei diventato imbarazzante per Prodi e anche per il tuo movimento», ha continuato il leader dell’Udc. E Pecoraro lo ha rimbeccato accusandolo di essere a favore del nucleare, «di cui non capisci niente». «Si, sì – gli ha risposo l’esponente centrista – io sono per il nucleare, tu, con il tuo solare e eolico puoi coprire solo il 2-3% del fabbisogno e lo sai» (via Corriere).
Vladimiro // Sono curioso di sapere il commento di Checco su Silvia ma soprattutto su ciò che ha detto Signorini in merito. Ciò che mi ha fatto un pò strano è sapere che le spese mediche per il cambio del sesso sono a carico dello Stato.
San Babila // Per me il cummenda coi guanti nel taschino ha già vinto.
Mi sveglio sonnecchiando e nel tragitto verso il bagno mi imbatto in una tua scarpa; non sono abituato a queste tue visite notturne ma la pioggia battente di questa notte ti ha fatto desistere dal tornartene a casa. Poco male: la temperatura ideale di questa stagione ci invoglia a rimanere sotto le coperte e la tua stanchezza unita a questa giorno di festa ha in serbo per te altri attimi di sonno. Scendo in cucina e accendo la macchina del caffé; so che non ne vai matta e per questo scaldo dell’acqua per un buon tè caldo. Ho comprato quello che piace a te o meglio, tu me lo hai fatto comprare infilandomelo di nascosto tra la spesa: per le volte che resterò da te ti giustificasti. Prendo quattro fette biscottate, scartando quelle che inevitabilmente si rompono appena apri la confezione. Le spalmo di Nutella e le porgo a quadrato su di un piatto bianco comprato all’Ikea quando mi sono trasferito qui. Metto il tutto in un vassoio di legno con un decoupagé di due angeli assorti; aggiungo il bricco dell’acqua calda, la bustina del tè, lo zucchero, un cucchiaino, una tazza vuota, qualche fetta biscottata vuota, un piattino con un cucchiaio di marmellata all’amarena, un coltello per spalmarla, un tovagliolo, un bicchiere d’acqua.
Raggiungo il letto cercando di non inciampare di nuovo, appoggio il vassoio sul comò ed apro lievemente le persiane in modo che un sottile filo di luce accarezzi il tuo viso. Stringi le palpebre come se un pugnale le avesse trafitte poi le schiudi di malavoglia e distingui il mio contorno. Mi siedo sul bordo del letto, ti porgo il vassoio. Ti metti a sedere poggiando la schiena sulla testata. Mi sorridi. Ti sorrido. Buongiorno amore.
2 / Cara mamma, se a tuo figlio non va di sciare lascialo stare. Non puoi tirarlo per la giacca tutta indispettita o urlargli del coglione perchè non riesce ad mettersi gli sci.
3 / Cari sciatori siciliani, io capisco che abbiate fatto un lungo viaggio per venire fin sulle Alpi ma non potete sostare mezz’ora davanti al bancone del bar impedendo di ordinare a tutti gli altri.
4 / Caro alfista dell’A22, se mi vuoi sorpassare basta lampeggiare una volta, non occorre che tu mi punti gli abbaglianti continui. Capito testa di cazzo?